In questo articolo si parla di…

  • La University of Sydney fa parte del Group of Eight, il gruppo delle università australiane a maggiore intensità di ricerca, ed è ventottesima nella QS World University Rankings 2027. Nella stessa edizione sale al quarantaseiesimo posto per reputazione presso i datori di lavoro, sette posizioni sopra l’anno precedente. È la voce della classifica che dipende da chi assume e non dai risultati accademici.
  • Alcuni corsi comprendono ore di lavoro obbligatorie da svolgere in azienda, mentre altri lasciano il tirocinio facoltativo. Nella Business School il programma di placement ha una forma locale, di almeno tre giorni a settimana per dieci settimane durante il semestre, e una internazionale, di cinque giorni a settimana per sei settimane nella pausa estiva. La facoltà di Ingegneria conta oltre milleduecento partner industriali.
  • L’ateneo affianca gli studenti nella stesura del curriculum e nella preparazione ai colloqui, e gli studenti possono rivolgersi ai consulenti di carriera e ai coordinatori dei corsi. Nel campus si tengono fiere del lavoro con i datori. Il Careers Centre resta accessibile anche dopo la laurea, con revisione del curriculum, simulazioni di colloquio e valutazioni di carriera.

Placement obbligatori, stage estivi e invernali, fiere del lavoro e un servizio carriere che resta aperto anche dopo la laurea

All’Università di Sydney ci sono corsi che comprendono un monte ore di lavoro in azienda, contate e obbligatorie come un esame, e altri che il tirocinio lo lasciano facoltativo. Sembra una differenza da regolamento, e invece è la differenza fra le due pagine che puoi ritrovarti in mano quando preparerai il tuo curriculum post laurea.

La prima è piena a metà e racconta sei settimane vere, il badge di plastica al collo, la scrivania in fondo al corridoio, il nome dell’azienda che qualcuno dall’altra parte del mondo riconosce. La seconda è la pagina onesta e mezza vuota che quasi tutti si portano alla laurea, con in alto la scuola, la laurea in corso e la media dei voti, e più giù, sotto la voce esperienza, il bianco che proverai a riempire in fretta mentre la tesi ti mangia le giornate e i tempi delle candidature non aspettano.

Il guaio è che dal titolo del corso non si capisce in quale dei due gruppi rientri, e nemmeno dalla pagina di presentazione, dove ogni programma promette un legame con il mondo del lavoro. Lo si scopre chiedendo al coordinatore didattico, che il regolamento lo conosce riga per riga, e conviene farlo prima di iscriversi invece che al secondo anno.

Qui trovi quali strumenti esistono, quando si usano e chi li gestisce: le ore obbligatorie di certi corsi, i tirocini che occupano le pause, i milleduecento partner della facoltà di Ingegneria, e il servizio che ti corregge il curriculum anche l’anno dopo la laurea.

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La reputazione presso chi assume, misurata

L’ateneo appartiene al Group of Eight, il gruppo delle università australiane a maggiore intensità di ricerca. È un dato che riguarda i laboratori più dei colloqui, quindi da solo dice poco sul lavoro.

Il numero che parla di lavoro sta in un’altra riga della stessa classifica. Nella QS World University Rankings 2027 l’Università di Sydney è ventottesima al mondo, e sale al quarantaseiesimo posto per reputazione presso i datori di lavoro, sette posizioni sopra l’edizione precedente, quando era cinquantatreesima. Puoi vedere la reputazione dell’ateneo presso i datori di lavoro nella classifica QS 2027 direttamente sulle pagine dell’università.

Sette posizioni guadagnate in un anno, su una voce che non misura i voti né la ricerca.

Una posizione in classifica, però, non ti procura un colloquio. Ti dice soltanto che il nome stampato sulla tua laurea, quando arriva su una scrivania dall’altra parte del mondo, viene riconosciuto senza bisogno di spiegazioni. Il resto lo fanno le cose che seguono, che sono tutte azioni concrete e hanno tutte una data entro cui vanno fatte.

Quando il tirocinio non è facoltativo

In alcuni corsi dell’ateneo il lavoro in azienda è una parte del programma, con un monte ore da completare per potersi laureare. Sta nel piano di studi accanto alle materie, e come le materie va portato a termine.

Altri corsi lo lasciano facoltativo, e in quel caso il tempo per farlo lo devi trovare tu.

Cambia parecchio, perché nel primo caso arrivi alla discussione della tesi con mesi di lavoro già dentro il libretto, mentre nel secondo arrivi con quello che sei riuscito a costruirti nei ritagli. Sapere in quale dei due casi rientra il corso che stai guardando è una domanda da fare prima dell’iscrizione, e la persona che risponde è il coordinatore didattico del programma, che il regolamento lo conosce riga per riga.

Milleduecento aziende: il caso di Ingegneria

La facoltà di Ingegneria lavora con oltre milleduecento partner industriali. Sono aziende ed enti che ospitano placement e tirocini, propongono i progetti su cui gli studenti chiudono il corso, e da quegli stessi progetti assumono.

La cifra conta per una ragione pratica. Quando una facoltà ha una rete di quelle dimensioni, la fatica di trovare l’azienda non ricade tutta su di te, giacché i contatti, i referenti e le procedure esistono già e vengono usati ogni anno. Sulle pagine dell’ateneo trovi la rete di partner industriali della facoltà di Ingegneria descritta nel dettaglio.

Di Ingegneria conosciamo la cifra esatta perché l’ateneo la pubblica. Negli altri corsi i rapporti con le aziende passano dai consulenti di carriera e dai coordinatori didattici, che sanno quali possibilità esistono per quel piano di studi e sono il primo posto in cui chiedere.

Vista aerea grattacieli di Sydney | LAE Educazione Internazionale

Estate e inverno: i placement fuori dal semestre

Una parte dei tirocini si fa quando le lezioni si fermano, cioè nella pausa estiva e in quella invernale.

Nella Business School, ad esempio, il programma di placement ha due forme, e fra le due non cambia soltanto il calendario. Quella locale chiede almeno tre giorni a settimana per dieci settimane durante il semestre, da incastrare fra le lezioni e gli esami. Quella internazionale chiede cinque giorni a settimana per sei settimane nella pausa estiva, e si svolge fuori dall’Australia, dal momento che il programma lavora anche con organizzazioni statunitensi e ha un’edizione che si tiene a New York.

Guarda la seconda forma dal punto di vista del tuo calendario. La pausa estiva è il periodo in cui potresti tornare a casa, e in cui invece prendi un altro aereo, ti alzi presto per sei settimane di fila e la sera rientri in una stanza che non è la tua, con la stanchezza di chi ha passato la giornata dentro un’azienda vera.

È faticoso, e va detto una volta sola perché è vero. È anche il modo più rapido che esista per arrivare alla laurea con qualcosa di scritto sotto la voce esperienza, visto che quelle sei settimane valgono come mesi di ricerca affannata all’ultimo anno.

Curriculum e colloqui: chi te li corregge

L’ateneo ha programmi di preparazione al lavoro che hanno ricevuto riconoscimenti, e il loro lavoro è materiale, dal momento che ti seguono mentre scrivi il curriculum e mentre ti prepari ai colloqui.

La differenza si vede alla terza stesura. Le prime due le hai scritte da solo, e si vedeva. La terza è quella in cui qualcuno si siede accanto a te, legge riga per riga, ti chiede cosa hai fatto davvero in quelle sei settimane di placement e riscrive insieme a te la frase in cui l’avevi raccontato male.

Poi c’è la preparazione al colloquio, che funziona allo stesso modo, giacché qualcuno ti fa le domande che ti faranno davvero e ti dice dove ti sei perso.

Puoi rivolgerti inoltre ai consulenti di carriera dell’ateneo e al coordinatore del tuo corso, che sanno quali opportunità esistono per quel piano di studi.

Nel campus, infine, si tengono fiere del lavoro con i datori, insieme a eventi e festival. Sono i giorni in cui le aziende arrivano dentro l’università, stanno dietro a un tavolo e mandano qualcuno a rispondere alle domande, sicché per una volta la distanza fra te e chi assume è la larghezza di quel tavolo.

Il servizio carriere non si chiude con la laurea

Il Careers Centre dell’ateneo resta accessibile anche dopo che ti sei laureato, con revisione del curriculum, simulazioni di colloquio e valutazioni di carriera. Sono i servizi di carriera aperti anche a chi si è già laureato, descritti sulle pagine dell’università.

Arriva utile nel momento giusto, visto che un curriculum serve davvero quando gli esami sono finiti e la ricerca comincia.

Se sei uno studente internazionale la cosa pesa il doppio, perché quei mesi li passi a candidarti in un paese che non è quello dove sei cresciuto, con regole di selezione e formati di curriculum che stai ancora imparando mentre già li usi.

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Scegliere il corso giusto per il lavoro che vuoi fare

Capire quali corsi comprendono ore di lavoro obbligatorie, quali lasciano il tirocinio facoltativo e come cambia la cosa fra una facoltà e l’altra è il tipo di domanda che conviene rivolgere a chi quelle informazioni le ha già.

LAE Educazione Internazionale è l’unica agenzia italiana che rappresenta ufficialmente tutte le quarantatré università australiane, sicché il confronto fra due corsi di due atenei diversi lo fai in una conversazione sola. È un’organizzazione internazionale con vent’anni di esperienza, presente in quindici paesi con quarantacinque uffici, certificata dal Dipartimento di Immigrazione e Cittadinanza e dal Dipartimento di Educazione del governo australiano, con qualifica QEAC, e dai principali enti di regolamentazione dell’educazione internazionale.

Il servizio è completamente gratuito. Comprende l’assistenza nella pratica di iscrizione, con la certificazione gratuita dei documenti accademici richiesti dall’ateneo, e con l’iscrizione tramite LAE molte università non applicano l’application fee.

Per saperne di più contattaci subito e porta con te il nome del corso che stai guardando. La prima cosa da controllare insieme è se quel corso il lavoro te lo mette dentro il piano di studi, oppure te lo lascia da cercare.


Tirocini e carriera all’Università di Sydney: domande frequenti

I tirocini sono obbligatori all’Università di Sydney?

Dipende dal corso. Alcuni programmi comprendono ore di lavoro in azienda come parte del piano di studi, mentre altri lasciano il tirocinio facoltativo e lo affidano all’iniziativa dello studente. Il coordinatore didattico del corso è la figura da interpellare per sapere in quale dei due casi rientra un determinato programma, e con quanto anticipo va organizzato.

Come si trova un’azienda ospitante?

Attraverso la rete di partner dell’ateneo, che nella sola facoltà di Ingegneria supera i milleduecento nomi fra aziende ed enti, e attraverso le fiere del lavoro che si tengono nel campus. I consulenti di carriera e i coordinatori dei corsi indicano quali possibilità esistono per quel piano di studi, e restano il primo riferimento quando la ricerca si blocca.

Il supporto alla carriera finisce con la laurea?

No. Il Careers Centre resta accessibile anche a chi ha già concluso gli studi, con revisione del curriculum, simulazioni di colloquio e valutazioni di carriera. È una differenza che pesa per gli studenti internazionali, dal momento che i primi mesi dopo la laurea sono spesso quelli in cui si cerca lavoro in un paese diverso da quello in cui si è cresciuti.