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- Canberra conta poco meno di mezzo milione di abitanti, una dimensione paragonabile a quella di Bologna, mentre Sydney, Melbourne, Brisbane e Adelaide superano tutte il milione. La capitale australiana mantiene comunque i servizi di una città grande, dai locali agli ospedali, e le distanze interne si coprono in una ventina di minuti. Più della metà dei residenti è nata all’estero.
- L’Australian National University ha un campus unico, che raccoglie aule, laboratori, uffici e alloggi dentro lo stesso perimetro; l’unica eccezione è l’osservatorio astronomico, collocato lontano dalle luci della città per ragioni di visibilità. Il campus è verde, attraversato da un fiume che scende verso il lago, e si percorre a piedi in venti minuti da un estremo all’altro.
- Il posto nello studentato del campus è garantito agli studenti internazionali che si iscrivono al primo anno di un corso undergraduate, cioè di primo livello, a tempo pieno e a partire dal primo semestre del proprio percorso, che sia quello di febbraio o quello di luglio, a condizione che la domanda arrivi entro le scadenze pubblicate. Dal secondo anno la garanzia decade, mentre l’ateneo dispone di circa 6.500 posti letto in campus. La vita sociale passa da oltre centocinquanta club finanziati dall’università.
Mezzo milione di abitanti, un solo campus verde attraversato da un fiume e un posto nello studentato garantito: perché la capitale australiana funziona da studente meglio di quanto il suo nome faccia pensare
Indice
Hai la cartina dell’Australia aperta sul telefono e stai facendo la lista delle città. Sydney, perché il ponte lo conoscono tutti. Melbourne, perché te l’hanno raccontata come la più europea. Brisbane, per il clima.
Canberra la leggi e passi oltre, come quasi tutti.
È la capitale, e la parola si porta dietro un’immagine precisa: ministeri, palazzi di vetro, gente in giacca che alle sei di sera sparisce lasciando le strade vuote. Una città costruita per governare, dove a vent’anni non sapresti cosa fare.
Poi scopri che l’Australian National University sta lì, e a quel punto conviene guardare i numeri, perché Canberra somiglia molto meno alla capitale che hai in testa e molto di più a una città italiana di medie dimensioni che conosci già bene.
In questa guida trovi quanto è grande davvero Canberra, chi ci abita, com’è fatto il campus di ANU, fin dove arriva davvero la garanzia sull’alloggio in campus e cosa cambia, in concreto, rispetto a scegliere Sydney.
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Mezzo milione di abitanti, cioè Bologna
Canberra ha poco meno di mezzo milione di abitanti. Se la cifra da sola non ti dice niente, il paragone più rapido è italiano: è più o meno Bologna.
Tienilo presente mentre guardi le altre destinazioni australiane, perché Sydney, Melbourne, Brisbane e Adelaide stanno tutte dal milione in su, e alcune parecchio più su. La differenza di scala poi si sente su tutto, dagli affitti al tempo che passi sui mezzi.
Quello che sorprende chi arriva è che i servizi non si riducono nella stessa proporzione. Bar, ristoranti, discoteche, negozi, ospedali: in una capitale c’è tutto quello che serve, perché deve esserci per chi ci lavora, e chi ci studia se lo ritrova a disposizione.
Cambia il tempo che ci metti ad arrivarci. Da un capo all’altro della città bastano venti minuti, sicché l’idea di attraversare mezz’ora di traffico per andare a cena da qualcuno qui non si pone proprio. Il tempo che a Sydney passeresti in treno, a Canberra lo passi altrove.
Una città dove metà delle persone viene da fuori
E chi ci vive?
C’è un secondo dato che pesa più della popolazione, e riguarda proprio chi quella popolazione la compone.
Più della metà dei residenti di Canberra è nata all’estero. Circa la metà ha una laurea magistrale o un titolo superiore. La maggior parte lavora in ambiti professionali, fra governo, banche e startup.
Questo cambia la vita quotidiana più di quanto un dato demografico lasci immaginare. Quando metà delle persone intorno a te ha fatto il tuo stesso trasloco, nessuno ti guarda come il nuovo arrivato, e il tuo accento non è una notizia per nessuno.
Sulla sicurezza Canberra è messa bene, e si nota subito nelle cose piccole: tornare a piedi la sera, aspettare un autobus da solo, lasciare il portatile sul tavolo della biblioteca mentre vai a prendere un caffè. Se arrivi da una grande città europea, è una delle prime differenze che registri.

Tutto dentro un campus solo, e un osservatorio a parte
Immagina di uscire dalla tua stanza, attraversare un prato e sederti a lezione. Poi di attraversare il campus per andare in biblioteca e di finire la serata in un bar dell’università, senza aver preso un mezzo nemmeno una volta in tutta la giornata.
Il campus di ANU è uno solo, e ci sta dentro tutto: aule, laboratori, biblioteche, uffici amministrativi, alloggi degli studenti. Non ci sono sedi sparse per la città, non ci sono navette da prendere fra una facoltà e l’altra.
L’unica eccezione è l’osservatorio astronomico, che si trova a una ventina di minuti dal resto. Deve stare lontano dalle luci della città, poiché un telescopio piazzato in centro non vedrebbe granché. Se studi astrofisica ci passerai le notti, altrimenti resterà l’edificio di cui ti raccontano gli altri.
Il resto lo percorri a piedi in venti minuti, da un estremo all’altro. Il campus è verde, pieno di animali che in Italia vedresti soltanto in un documentario, e attraversato da un fiume che scende verso il lago della città. Negli ultimi anni l’ateneo ci ha investito diversi milioni di dollari per rinnovare edifici e spazi comuni.
L’effetto pratico è che la giornata si allunga: senza spostamenti, il tempo fra una lezione e l’altra torna a essere tempo tuo, e le ore vuote fra un corso e l’altro, che in una città grande si consumerebbero sui mezzi, qui diventano studio, sport o niente di preciso.
Il posto in campus è garantito, e in Australia non è normale
L’alloggio è la voce che manda in crisi la maggior parte degli studenti internazionali in Australia, e ad ANU c’è una garanzia scritta che la maggior parte degli atenei del paese non offre.
L’università pubblica le condizioni della garanzia di alloggio in campus per gli studenti internazionali al primo anno, e sono precise: primo anno di un corso undergraduate, cioè di primo livello, iscrizione a tempo pieno, provenienza da fuori Canberra, domanda presentata entro le scadenze pubblicate e ingresso nel primo semestre del tuo percorso, che sia quello di febbraio o quello di luglio. Il secondo punto conta più di quanto sembri, perché l’intake di luglio è quello che molti diplomati italiani usano per non perdere un anno dopo la maturità di giugno, e resta dentro la garanzia a tutti gli effetti.
Conta altrettanto quello che la garanzia non copre. Riguarda il primo anno. Dal secondo in poi, e per chi arriva direttamente in magistrale, il posto va richiesto senza rete, anche se l’ateneo dichiara di aspettarsi comunque di riuscire a fare un’offerta. I numeri rendono la dichiarazione credibile, poiché in campus ci sono circa 6.500 posti letto, distribuiti su undici residenze per gli studenti undergraduate, più di quanti ne offra qualsiasi altra università australiana.
Il vantaggio vero sta lì, e conviene capirlo bene prima di confrontare ANU con altri atenei: non cerchi casa dall’Italia. Il momento peggiore, quello in cui firmi un contratto dall’altra parte del mondo per una stanza che non hai mai visto, in un paese dove non hai una storia locale alle spalle, semplicemente non si presenta. Atterri, hai un posto dove dormire, e da lì decidi il resto.
Nessuno ti sta promettendo che non traslocherai mai. Ti sta togliendo il trasloco peggiore, cioè il primo, quello che faresti da lontano e senza sapere niente della città.
Sydney costa di più, ma soprattutto stanca
Il confronto con Sydney arriva sempre, perché Sydney è la prima città che quasi tutti scrivono in cima alla lista.
Sydney è la città più cara d’Australia, e su questo non c’è molto da discutere. La retta la paghi all’università, quindi cambia poco da un posto all’altro: la differenza la fanno l’affitto, la spesa, i trasporti.
E la casa?
Lì il problema è più serio, e sui siti delle università si vede poco. Gli atenei di Sydney sono concentrati in un’area di una cinquantina di chilometri quadrati, e gli alloggi universitari non bastano per tutti gli studenti che ci arrivano, sicché la ricerca della casa diventa una competizione permanente, con il pensiero fisso di dover traslocare di nuovo l’anno successivo.
Vivere da studente a Sydney è faticoso, e la fatica non riguarda lo studio.
Canberra ti dà meno eventi, meno concerti, meno vita notturna: chi cerca la metropoli lì non la trova, e sarebbe disonesto raccontarla altrimenti. In cambio ti dà un mercato dell’affitto meno teso e distanze che si coprono a piedi, due cose che mentre compili la lista delle città sembrano dettagli e dopo sei mesi non lo sono più.
Centocinquanta club, e perché li paga l’università
E la vita sociale?
Passa dai clubs and societies, che ad ANU sono più di centocinquanta.
Il meccanismo spiega perché funzionano: l’università li finanzia, e per continuare a ricevere il finanziamento un club deve restare attivo, cioè organizzare cose vere durante l’anno. Un gruppo che esiste solo sulla carta i soldi li perde.
Ce n’è per nazionalità, per sport, per musica, per cibo. Club italiani ed europei, K-pop, golf, scherma, gruppi che ogni settimana provano un ristorante diverso della città, serate nei pub, gruppi di conversazione per chi vuole sciogliere l’inglese, lezioni di salsa, lezioni di yoga.
Iscriversi a un paio di club è il modo più rapido per conoscere qualcuno nelle prime settimane, quando non conosci nessuno e le lezioni da sole non bastano a fare amicizia, tanto più che ai primi corsi ti trovi in aula con centinaia di persone diverse ogni volta.
Se vivi in campus l’effetto si moltiplica, perché l’evento del giovedì sera si tiene a cinque minuti dalla tua stanza e non a mezz’ora di treno. È la ragione per cui alloggio e vita sociale, a Canberra, sono la stessa decisione.
Leggi anche: Studiare a Brisbane: quanto costa davvero il sogno australiano
Canberra è nella tua lista? LAE ti accompagna fino alla partenza, e lo fa gratis
LAE Educazione Internazionale lavora da vent’anni con studenti italiani che scelgono di studiare all’estero, ed è certificata dal Dipartimento di Educazione e dal Dipartimento di Immigrazione del governo australiano.
Ti aiutiamo a scegliere il corso e la città, a preparare i documenti, a presentare la domanda di ammissione e quella per l’alloggio, a seguire la pratica del visto.
Il servizio è completamente gratuito per te e per la tua famiglia.
Scrivici qui e mettiamo Canberra accanto alle altre città che stai valutando, confrontandole sulle voci che decidono davvero: alloggio, distanze, costi, vita in campus.
Studiare a Canberra: domande frequenti
Quanto è grande Canberra?
La capitale australiana conta poco meno di mezzo milione di abitanti, una dimensione vicina a quella di Bologna. Le altre grandi città del paese, fra cui Sydney, Melbourne, Brisbane e Adelaide, superano tutte il milione di residenti. Nonostante la scala ridotta, Canberra dispone dei servizi tipici di una città grande, e le distanze interne si coprono generalmente in una ventina di minuti.
L’alloggio nel campus dell’Australian National University è garantito?
Sì, ma entro condizioni precise. La garanzia copre gli studenti internazionali iscritti al primo anno di un corso undergraduate, cioè di primo livello, a tempo pieno, provenienti da fuori Canberra, in regola con le scadenze di domanda e in ingresso nel primo semestre del proprio percorso, indifferentemente quello di febbraio o quello di luglio. Dal secondo anno e per i corsi magistrali la garanzia non vale, mentre restano disponibili circa 6.500 posti letto in campus, il numero più alto fra le università australiane.
Conviene studiare a Canberra invece che a Sydney?
Dipende dalle priorità. Sydney offre più eventi e più vita notturna, a fronte dei costi più alti d’Australia e di una competizione serrata per gli alloggi universitari. Canberra ha dimensioni ridotte, tempi di spostamento contenuti e la garanzia di un posto in campus per il primo anno dei corsi di primo livello, ma propone una vita cittadina meno intensa.



